Noi non siamo il nostro corpo
Gli scienziati insegnano che il nostro Universo si regge su leggi matematiche e pertanto assai precise. È perciò impensabile che nel progetto di Dio, visto come Creatore, esista la sofferenza o qualcosa di inutile. Nel capitoletto "Ognuno di noi è perfetto nella mente di Dio", il maestro Paramansa Yogananda propone l'idea di un'umanità perfetta nella mente di Dio; perfezione che appare però deformato sullo "schermo" del mondo.
Pertanto è un grande errore quello di considerarci non come esseri spirituali, sani e perfetti nella mente di Dio, bensì come un insieme di organi che, ad essere ottimisti, dura un centinaio d'anni e non di più. Tutti i nostri problemi nascono proprio dal fatto che noi abbiamo dimenticato la nostra divina eredità e siamo convinti di essere un corpo, più o meno bello, secondo i canoni attualmente vigenti.
Pensate ad un burattinaio che sta muovendo un burattino restando sul balcone; di certo non si vergogna se il suo burattino è nudo o prova paura se la sua esistenza è messa a repentaglio. Ricordate Adamo ed Eva nel giardino terrestre? Erano nudi, non avevano vergogna e tantomeno paura.
Cosa accadrebbe se il burattinaio entrasse nel burattino per muoverlo più facilmente? Si vergognerebbe immediatamente della nudità ed inizierebbe a provare paura per tutti i pericoli che l'ambiente esterno gli potrebbe presentare. Questo è quanto è accaduto ad Adamo ed Eva, ovvero l'umanità di tante migliaia di anni fa'. Anziché continuare ad usare il loro corpo fisico come uno strumento di lavoro, ci sono entrati dentro ed hanno cominciato a dire "Io sono Adamo", "Io sono Eva", e così via.
Non siete convinti? Bene provate a pensare al modo in cui usate il verbi essere ed avere. Vi rendete conto che per ogni parte del vostro corpo usate il verbo avere (io ho un braccio, io ho una testa, ecc.) e poi mettete insieme le parti che avete e per le parti tutte unite usate il verbo essere (io sono Mario, ecc.)?
Questo è un grande errore, sia grammaticale (uso improprio del verbo essere) che esistenziale. Se volete veramente risolvere i vostri problemi incominciate a considerare il vostro corpo come un meraviglioso strumento da utilizzare giusto per l'arco di una vita. Quando non sarà più buono (perché malato, guasto o vecchio) lo lascerete e sarete più vivi di prima in un corpo sottile che normalmente i viventi non riescono a percepire.
Sapete perché in un parcheggio le macchine non si muovono? Perché coloro che le facevano muovere ne sono usciti e sono andati a fare i loro affari. Sapete perché i corpi in un cimitero non si muovono più? Perché l'anima (dal verbo animare = dar vita) di coloro che vi erano dentro ne è uscita ed ora sta facendo altre cose.
È necessario evitare il rimorso continuo
Il senso di colpa è un piccolo strumento di precisione che si può usare quando non si vuole assumere le responsabilità della propria vita. Usatelo ed eviterete ogni rischio, ma impedirete a voi stessi di crescere (Wayne W. Dyer).
Si ci tormentiamo per qualcosa avvenuto nel passato, ricordiamoci che abbiamo due occhi davanti e nessuno dietro, pertanto dovremmo guardare innanzi a noi e non sciupare il presente rovistando nel passato. Vi sono delle persone che, dal momento in cui si rendono conto di aver commesso un errore, si lamentano per giorni e settimane. Rimangono paralizzate, non vogliono più agire. Se credono che così faranno impietosire il Signore, si sbagliano. Bisogna smetterla con questo atteggiamento.
Chi ha fatto un errore, si metta al lavoro per riparare, perché Dio ama i lavoratori. Quando si lavora ci si sporca, ma non è grave, poi ci si lava. L'essenziale è lavorare, fare dei progressi. Quali che siano le vostre sciocchezze, i vostri errori, le vostre cadute, non interrompete mai il lavoro. Continuate, finché l'amore e la luce cominceranno a regnare in Voi.
NAMASTE' VIRAMO..CIAO






